February 4, 2009

Camera buia

Cazzeggiando giusto quei cinque minuti in Rete sono inciampato in questo piccolo editor di testo, Dark Room, che ha la caratteristica di mettersi a tutto schermo, sfondo nero e caratteri verdi, proprio come gli antichissimi monitor per PC.

E’ bastata una scenografia del genere per farmi uscire quanto segue:

Ciao.

Nel kippandale del sottostante il matriosko viveva un essere catapiombico caratterizzato da esserini indipendenti ma coassiali.

Cippo, questo il suo nome, viveva in uno spazio arretrato ma sempre in movimento. Questo perché Karlo, il fratello cattivo, lo aveva rinchiuso li’ perche’ andava sempre troppo avanti. In uno spazio arretrato, penso’, il mondo poteva anche andare piu’ lentamente.

Ma accadde una cosa strana: Cippo scopri’ una finestra che non aveva mai notato prima, e decise di guardarci un attimo, sperando contemporaneamente di poterla aprire senza danni.

Ebbene, vide fuori una cosa insolita: un oblo’ che lo fissava. Lo stava fissando al muro, con una serie scartodiometrica di chiodi che, di fatto, pullulavano di testine giranti.

Ma questo non fece perdere l’animo della ragione a Cippo che decise di passare al contrattacco, girando insieme alle testine giranti.

Purtroppo, giro’ piu’ velocemente delle testine, e fini’ per terra zampillando di sangue.

I soccorsi arrivarono con circa cinque minuti di anticipo, e vedendolo ancora sano, se ne andarono.

E questa fu la triste storia di Cippo e di suo fratello Karlo, che doveva ancora riscuotere i soldi dell’affitto dello spazio, e per questo si dispero’ e pianse.

(Grazie Nervo)