Il bugigattolo parlante

Perché sono sette anni che blatero di mettere sù un blog e non lo faccio mai. Intanto scrivo qui.

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Nov 6 2008

Una critichina a Fake Books

Fake Books, sottotitolo “Libri di una riga”. Idea molto buona, a me personalmente ricorda Hemingway, con la famosa “For sale: baby shoes, never worn” (In vendita: scarpe per bambini, mai usate).

E’ davvero una storia racchiusa in sei parole, che ti esplode davanti appena la leggi, di cui però sono chiaramente identificabili l’inizio e la fine.

Così non è per una cospicua fetta di monorighe presenti nel blog. Certamente non si può replicare il genio di Hemingway, però secondo me uno sforzo in più gioverebbe non poco.

Ne prendo una a caso:

Lui è l’ultimo uomo sulla Terra. Lei è l’ultima donna sulla Terra. Lui è in Africa, lei in Alaska. Auguri.

Come sarebbe “auguri”? E’ una storia questa? Questo è un incipit. Dov’è il resto? Questo è un invito a scrivermi da me il resto del libro. E già non c’ho voglia di leggere, figurati scrivere… Ma poi, con quale motivazione? Schiattassero tutti e due e chissenefrega. Dov’è il coinvolgimento?

Con Terra2 parlavo di quest’altro esempio:

L’ultimo uomo sulla Terra è chiuso nella sua stanza. Bussano.

Ah, interessante. Poi?
E infatti salta fuori che è il finale di un racconto di Fredric Brown, Knock. In ogni caso, sa di inizio, di lasciato aperto. Racconto horror? Magari gli hanno solo fatto uno scherzo.

Un esempio di vero e proprio libro di una riga piuttosto è questo:

Un bambino scopre di avere il potere di uccidere le persone scrivendo il loro nome su un foglio. Pianifica di uccidere i suoi insegnanti durante un tema in classe. Inizia scrivendo in alto sul foglio la data, la classe e il proprio nome.

Adesso sì! C’è un inizio e una fine. Okay, sono ben tre frasi, ma siamo decisamente sulla strada giusta.

Qui ci avviciniamo:

Un ragazzo cerca di uscire dal tunnel prima di distruggere la sua vita. Purtroppo l’Eurostar è in orario.

Pure col gioco di parole. Bravo!

Insomma, spero si sia capito cosa intendo, e qual è la direzione che è, secondo me, preferibile.