E che bel pacchetto che tieni
Io sono un fanatico della commutazione di pacchetto.
Dice: che è.
Nelle telecomunicazioni si distinguono due tipi di accesso alla rete: a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto.
Ve lo ricordate il classico telefono della SIP, il grigione, come si chiamava all’epoca? Quello col disco bucherellato, un buco per numero, dall’1 allo 0. Infilavi il dito nel buchino e crrrrrì, claclaclaclà, crrrrrrrrrrì, claclaclaclaclaclaclaclà, e via dicendo per tutti i numerini del numero di telefono di chi stavi chiamando.
Ogni crrri-claclaclà serviva a mettere sù un circuito fra te e chi chiamavi. Un circuito dedicato: significa che per tutta la durata della conversazione (incluso il tuuuuuut… tuuuuuut) quel circuito era dedicato solo e soltanto a te e all’altro. Anche quando la controparte non alzava la cornetta. Anche mentre si stava zitti. Il circuito era e rimaneva impegnato al 100% e non poteva essere utilizzato per nessun’altra conversazione, fin quando non buttavi giù.
La commutazione di pacchetto la usa, per esempio, Internet. La usavano anche due “antenate” che io gioiosamente frequentavo, Videotel e ItaPAC. In questo caso, il messaggio che si trasmette alla controparte viene appunto spacchettato in piccoli segmenti e indipendentemente instradati, per poi venire correttamente risequenziati a destinazione.
Perché ‘sto casino? Per spremere a dovere il mezzo: non impegno un circuito sano per una conversazione, ne intreccio tante. Incidentalmente, risparmio pure tempo.
La conclusione di questo papiello è che il telefono mi ha stufato. Mi tiene impegnato al 100% in una conversazione sola.
A casa non ce l’ho più da diversi mesi, e fosse stato per me l’avrei fatto sparire anni fa. Al lavoro meno devo prendere quel diamine di cordless più sono contento.
Ecco, questo fatto delle commutazioni vorrei tanto spiegarlo a quella buona donna del mio capo.
- Hai sentito quello?
- Sì, gli ho mandato una e-mail.
- Seeeeh, e quando ‘a vede quello. Nonò, faglie ‘na telefonata.
Io mi frantumo l’asta del pene a fare telefonate, perché devo interrompere le enne cose che stavo facendo e dedicare la mia attenzione esclusivamente a una persona. Che magari non è in stanza, per cui inseguila su altri interni, o sul cellulare. Che magari è spento.
Commutazione di circuito mentale, il mio, completamente impegnato anche se l’altro non risponde - anche perché devo ricordarmi di riprovare dopo. Una cosa che fa molto 1985, e a momenti siamo già a metà 2008.
Benvenuti nella lenta Italia.